Create PDF Recommend Print

Mi turo il naso e vado col Nuovo Polo

  • Created
    Dimanche, 30 Janvier 2011
  • Created by
    Claudio Pirrone
  • Last modified
    Dimanche, 30 Janvier 2011
  • Revised by
    Claudio Pirrone
  • Voting
    (1 vote)
  • Favourites
    Add to favourites
  • Categories

Da italiano all'estero, seguo con una certa apprensione (e corposo schifo) le vicende che irrigano la cronaca politica italiana.

Mai come adesso, credo, trovare delle buone ragioni per credere nella nostra democrazia m'é risultato cosi' difficile. Mai come adesso, credo, mi sono trovato ad essere cittadino senza rappresentanza.

Non essendo di sinistra, non essendo clericale, non essendo uno stalinista inconsapevole che si abbandona al culto della personalità, non essendo nulla di quello che la politica italiana ci propone (e ci propina), mi trovo estremamente a disagio in quest'oggi dove solo gode chi si accontenta delle "verità di una sola parte, tra gli slogan della gente che é convinta ed urla forte" (E.Bennato, Sbandato, Warner Music, 1998).

Eppure, il momento é tale, la deliquescenza é così profonda che i cittadini (e quindi pure io) non devono e non possono permettersi il lusso di cedere alla tentazione del vomito. Ci tocca essere attori se non della rinascita (rimaniamo lucidi, please) almeno dell'arresto della caduta. O allora saremmo complici del crollo.

Dal mio punto di vista, la cronaca ci offre il fallimento due grandi (perché restano grandi) forze politiche : la Lega Nord ed il Popolo Berlusconiano (detto anche della servitù). La Lega Nord, nata venti anni fa sull'onda di grandi speranze che anche io ho condiviso, non ha reso l'Italia più libera, ed in verità nemmeno il solo Nord. La prova più cocente ne é il sordido scenario del quale siamo invasi, con persone che "così ci si sistemiamo, tu, mamma ed io".

Né ci é riuscito Berlusconi con il suo seguito : della rivoluzione liberale che doveva fare dell'Italia un modello nel mondo, dopo 16 anni di potere, non c'é traccia.

Al limite, nel giudizio politico, posso anche permettermi di non tenere conto delle vicende etiche, morali e giudiziarie. Anche se queste ultime parlano molto del personaggio. Semplicemente, l'utile sull'investimento Berlusconi (visto che a lui piace blaterare d'azienda ...) é stato nullo. In compenso, paghiamo fior di interessi. Magari é anche ora di smettere.

Ma smettere come, é tutta un'altra storia.

Quando Veltroni lancio' con Rutelli il Partito Democratico, lo ho sostenuto e lo ho votato. Senza molta fiducia in verità, ma mi sembrava una operazione logica, nel solco del superamento delle categorie politiche del diciannovesimo secolo le quali, mi pare, non rispondono più alla realtà del mondo odierno.

Ma il PD si é sabotato dall'interno e, benché Bersani sia persona intelligente (e gli auguro di poterlo dimostrare) il partito ha piano piano marginalizzato e a volte evacuato ciò che di non ortodosso era proposto. E quando leggo i commentini dei vari snipers sui giornali online che ad ogni intervento di Veltroni, anche il più condivisibile, intonano il ritornello "ma non dovevi andare in Africa ?" mi dico che da quel lato non c'é niente da sperare.

Resta dunque il cosiddetto Terzo/Nuovo Polo. Fini, Casini, Rutelli. Ok, non é il massimo del sexy, ne convengo. E molte cose mi dividono da loro, prima tra tutte il forte attaccamento da parte mia alla laicità dell'azione pubblica. Perché il cittadino non é cattolico, musulmano, ateo o di religione non classificata altrove. Il cittadino, é cittadino.

Cionondimeno, riconosco loro qualche qualità.

Innanzitutto, in un mondo dove veramente la poltrona resta senza prezzo (a volte un mutuo, secondo la diceria) tutti i tre prendono un grosso rischio. E a dire il vero, Casini l'aveva già preso l'altra volta.

In secondo luogo, affermano volersi candidare a guidare l'Italia. Non so se ne hanno la forza e la capacità. Ma so che questo implica un certo numero di cose.

La non subalternità né a Berlusconi (si é visto) né al PD, bensì il dialogo con chi, diverso da loro, ritiene necessario sbloccare una situazione ormai incancrenita. Il bisogno, e quindi l'ambizione, di strutturare un corpo ideologico più ampio. L'obbligo di interpretare un elettorato non più identificabile nella sola tradizione "centrista" (leggere democristiana) italiana.

Non so se le loro spalle sono sufficientemente larghe. Ma se i cittadini non li sfidano a mostrare quello che sanno fare, non lo sapremo mai.

Allora, miei cari signori, sappiate che resto perplesso, che posso cambiare opinione, ma che penso a darvi il mio voto e il mio sostegno. Non credo di essere il solo. Fatemi vedere di che pasta siete fatti.

Add comment


Security code
Refresh

Joomla SEO powered by JoomSEF
Follow us on Twitter

Derniers commentaires