Più di vent'anni che mi occupo di politica.
Soprattutto "dietro le quinte", come dicevano i maestri del Teatro della Politica, quella metafora della vita sociale che non dovrebbe mai diventare un "teatrino". Dietro le quinte, dove lavorano ogni giorno centinaia di migliaia di persone, militanti, ideologi, critici, ricevendo come unica ricompensa la coscienza di avere fatto il proprio dovere di cittadini fino in fondo. Perché la democrazia è più che il semplice voto ma la possibilità per tutti, almeno per tutti coloro che hanno voglia, di contribuire al progetto di società da lasciare ai nostri figli.
Liberale nel senso più antico del termine, federalista per natura, radicale per metodo, democratico per convinzione. Il mio percorso é stato attraversato da tanti partiti. Anche se, a onor del vero, sono piuttosto loro ad essersi spostati piuttosto che io ad aver cambiato opinione. Sarà un caso, ma i deputati che ho contributo a mandare in Europa fanno parte da oltre vent'anni della stessa famiglia politica, oggi riunita nell' ELDR. In altri tempi si sarebbe detto "liberal-democratici".
E' una posizione, la mia, che numerosi partiti in Italia dicono di volere incarnare. Eppure, oggi, mi trovo ad essere senza partito. Facciamo una carrellata rapida.
Come democratico, le derive plebiscitarie e populistiche non possono suscitare in me alcun entusiasmo : questo elimina sin da subito Berlusconi Presidente (tanto la sigla del partito non conta), la Lega ma anche Di Pietro ed altri Grillini. Ok, passiamo ad altro.
Come liberale, il discorso di Bersani, di Vendola (che pure trovo figura interessante) e di tutto il resto della sinistra, non mi rappresenta ed è anzi sovente in contrasto con quello che penso.
Come federalista e radicale, il continuo evocare "l'unità nazionale" mi ricorda quelle massaie da cartone animato che nascondono la polvere sotto il tappeto.
E, beninteso, come laico, perché solo un approccio laico alla politica permette il rispetto di ogni cittadino in quanto tale, al di là delle sue convinzioni personali, non sono interessato ad alcun modo ad partiti d'ispirazione confessionale come quello proposto, legittimamente per altro, da Casini.
Senza partito. Anzi, Senza Partito.
Eppure, ho la sensazione che i Senza Partito siamo tanti. Forse persino una maggioranza. Creare il PCSP (Partito dei Cittadini Senza Partito) ecco una idea luminosa.
Ah certo, bisognerebbe spiegare a troppi che un PC può' anche non essere comunista. Impresa improba.
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